BOLOGNA - A 18 anni ha vissuto l'anno più buio della sua carriera. Un vortice nero che rischiava di inghiottire Jerdy Schouten, che non riusciva neanche più a camminare senza sentire dolore. Non poteva nemmeno fare una passeggiata in tranquillità. Figurariamoci giocare su un campo di calcio. I dottori non avevano capito subito il problema che affliggeva l'attuale centrocampista del Bologna e, una volta arrivata, la sentenza non fu facile da accettare: sindrome compartimentale alla tibia.
Forza
Seguirono due operazioni e 11 mesi di stop. Ma Schouten, dopo l'iniziale momento di sconforto, ha immediatamente rialzato la testa con l'idea di tornare più forte di prima. Non gli piace arrendersi e chi lo conosce bene sa che quando il suo Bologna perde è consigliato non parlargli per diverse ore. Così, dopo essersi circondato per la riabilitazione dallo staff che ha seguito Kevin Strootman [...]
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