Napoli, Kvaratskhelia è tornato: sarà solo febbre Champions

Khvicha ha svolto la rifinitura in gruppo: influenza smaltita
Fabio Mandarini
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Un giorno uno e un giorno l’altro: ieri è sparito Osimhen (con regolare permesso, per carità), ma è ricomparso Kvara. Dopo un giorno di tensione e di lavoro a basso regime a causa di una sindrome influenzale che, però, ieri non gli ha impedito di allenarsi regolarmente insieme con il gruppo alla vigilia di una partita fondamentale per il futuro del Napoli. Gli ottavi di Champions e l’ingresso nel club delle top 16 sono una cosa da grandi e Kvaratskhelia, che in mezzo ai trenta gioielli d’Europa ha appena sfilato in occasione della cerimonia del Pallone d’Oro - da finalista, 17º classificato - cerca una notte all’altezza del suo valore. Delle aspettative, del blasone, delle ambizioni del Napoli. E sarà ancora meglio se sul carnet ci finirà anche un gol: una sensazione che Khvicha ha smarrito in Champions da quattordici mesi. L’ultima volta accadde al Maradona, contro l’Ajax, era il 12 ottobre 2022. Un anno e due mesi fa: da quel momento, nulla da segnalare sotto il profilo della classifica dei cannonieri di coppa. A suo tempo, con calma: Kvara ha l’assoluta necessità di rialzare la testa, di sentire la fiducia, di avvertire che tutto sommato certi errori anche colossali (tipo quello con la Juve) possono capitare ai migliori e che l’importante è rimettersi subito a correre forte. Oggi è in palio una qualificazione cruciale per il futuro del club e della squadra, nondimeno per il morale del gruppo: non sono frasi fatte o concetti astratti in questa fase e dopo tre sconfitte consecutive, lo ha detto anche Mazzarri e bisogna credergli. Per la cronaca, ieri al centro sportivo di Castel Volturno si è rivisto pure Cajuste in campo con i colleghi, dopo il trauma distorsivo a un ginocchio rimediato venerdì all’Allianz: le sue condizioni saranno verificate nel corso della rifinitura di stamattina, ma la sua convocazione a questo punto è quasi certa. Ancora lavoro personalizzato per Mario Rui e palestra più terapie per Olivera: e anche con il Braga, a sinistra, toccherà a Natan adattarsi. Con Juan Jesus a completare la linea a quattro.

Mazzarri conferma gli undici titolarissimi 

A conti fatti, considerando il recupero di Kvara e il lancio di Osimhen dal primo minuto a prescindere dal viaggio lampo in Marocco, Mazzarri confermerà la stessa formazione che ha giocato venerdì all’Allianz con la Juventus. Undici uomini su undici, undici titolarissimi: la squadra è rientrata da Torino dopo la partita ed evidentemente, secondo le valutazioni dello staff tecnico, ha avuto tutto il tempo di recuperare. Niente turnover, insomma, neanche un cambio: la notte di Champions è considerata e anzi è da titolo, troppo importante, e Walter in partite di questo tipo si affida storicamente ai suoi generali. Il gruppo, del resto, ha bisogno di una dose di fiducia dopo la prestazione con la Juve, più convincente delle precedenti a prescindere dalla sconfitta. Un segnale di crescita da confermare.

Le scelte del tecnico 

Il romanzo di coppa, insomma, dovrebbe essere affidato alle loro penne: Meret in porta; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus e Natan nella linea a quattro; Anguissa, Lobotka e Zielinski a centrocampo; Politano, Osimhen e Kvara nel tridente. A proposito di storie: l’ultima di Mazzarri in Champions con il Napoli risale al 21 febbraio 2012, andata degli ottavi di finale con il Chelsea al San Paolo. All’epoca si chiamava così. E oggi, tra l’altro, gli ottavi andranno conquistati. Dettagli (diciamo).


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